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giovedì, 22 febbraio 2007

Questionario di Proust

Mandatemi le vostre risposte al questionario di Proust le pubblicherò sul blog. Il questionario non è un test psicologico o quant'altro è solo un gioco e un'occasione per fare quattro chiacchere.
postato da: antanz1967 alle ore 20:41 | link | commenti
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Questionario di Proust

Questo è il celebre questionario di Proust, volete provare a rispondere? Mandatemi una mail con l'autorizzazione a pubblicarlo sul blog.

La cosa che mi piace di più di me stesso/a:
 
La cosa che più detesto di me stesso/a:
 
Quello che mi fa piacere un uomo:
 
Quello che mi fa piacere una donna:
 
Cosa ci vuole per diventarmi amico:
 
La volta che sono stato/a più felice:
 
La volta che sono stato/a più infelice:
 
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica?
I
 
Cosa sognavo di fare da grande?
 
L'errore che non rifarei:
 
La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a:
 
La persona che invidio di più:
 
La persona che ammiro di più:
 
La persona che ringrazio Dio di non essere:
 
Tre libri da portare sull'isola deserta:
 
Il libro che dovrebbe avere un seguito:
 
Il rosso o il nero?
 
Il capriccio che non mi sono mai tolto/a:
 
L'ultima volta che ho perso la calma:
 
Chi vorrei fosse il mio angelo custode?
 
La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a:
 
La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a:
 
Cosa farei per sostenere ciò in cui credo?
 
Come vorrei morire?
 

 
 

 

 

postato da: antanz1967 alle ore 20:37 | link | commenti
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sabato, 17 febbraio 2007

sabato

Finalmente sabato? e invece mi è toccato lavorare sino alle nove. Ho tradotto un mare di notizie una in particolare mi è piaciuta. La manifestazione di Vicenza che secondo le cassandre avrebbe potuto portare chissà quali disordini è stata un grande evento pacifico e di pace. Come dovevasi dimostrare. Archiviata anche questa giornata mi ritirerò a leggere in santa pace 'la verità del'alligatore' di Massimo Carlotto. Ieri ho finito l'altro romanzo noir, 'nero come il cuore di G. De cataldo. Devo dire un bel noir ambientato in una Roma ben descritta agli inizi del 2000 o alla fine degli anni '90.  Racconta di un giovane avvocato, Valentino Bruio che fa un'indagine sulla morte di un uomo di colore che lo porterà negli ambienti dell'alta borghesia romana sino ad un imprevedibile finale.
postato da: antanz1967 alle ore 20:21 | link | commenti (1)
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martedì, 13 febbraio 2007

L'aria salata

ieri pomeriggio sono andata al cinema ma non mi sono addormentata sulla poltrona. Ho visto un bel film'l'aria salata. Il nome del regista veramente non me lo ricordo. E' un film italiano parla di un educatore penitenziario e del suo rapporto con il padre un anziano detenuto. Non rivelo il finale comunque tragico. Un bel film dicevo, l'ambientazione carceraria è credibile e gli attori sono tutti molto bravi. Nel foyer del cinema sacher a Trastevere c'è una piccola libreria, mi sono comprata due libri. Ho scelto due noir italiani uno di Massimo Carlotto l'altro di G. De Cataldo, l'autore di Romanzo Criminale.

postato da: antanz1967 alle ore 23:11 | link | commenti
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lunedì, 12 febbraio 2007

Lunedì

Ho passato domenica e la notte tra domenica e lunedi sino alle due del pomeriggio del lunedì stesso a tradurre dall'inglese un contratto urgentissimo di cui non mi poteva fregare di meno. Non ho ancora sonno, penso che oggi pomeriggio me ne andrò al cinema, rigorosamente da sola, per addormentarmi alla fine del primo tempo con un bicchiere di pop corn in mano.

postato da: antanz1967 alle ore 13:44 | link | commenti
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martedì, 06 febbraio 2007

giornata di pioggia

Sono tornata da poco dal lavoro. Oggi pomeriggio ho comprato ' I miei luoghi oscuri' l'autobiografia di James Ellroy, uno dei miei scrittori preferiti. Sta ancora piovendo, Sto aspettando che l'acqua della pasta bolla. Ho fame e voglia di leggere il mio libro nuovo.
postato da: antanz1967 alle ore 21:15 | link | commenti (1)
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lunedì, 05 febbraio 2007

Van Dyne

Le regole di Van Dyne si basano sulla struttura del romanzo giallo classico, alla Agatha Christie per citare un esempio famosissimo anche se la stessa Christie le ha violate più volte ad esempio in 'delitto sull'Orient Express' gli assassini sono una pluralità di persone che si mettono d'accordo per vendicarsi su di una persona, e così via.  Comunque le regole di Van Dyne secondo me sono ancora utili magari per violarle deliberatamente come fa ad esempio Ellory che spesso mette in scena poliziotti corrotti - anzi forse la corruzione della polizia qui è quasi una regola - o imposta un romanzo su una pluralità di personaggi. Forse sarebbe bello provare a scrivere qualcosa di decente violando tutte e venti le regole.  Ho fatto implicitamente riferimento a Van Dyne in uno dei post precedenti quando notavo come nel delitto di Erba gli assassini fossero i vicini di casa. Van Dyne metteva in guardia gli autori di non incolpare nel finale i servitori. Nell'universo borghese di Van Dyne esistono ancora maggiordomi e valletti vicini alle vittime oggi esistono i vicini di casa con cui si condivide la vita condominiale.  Certo all'epoca di Van Dyne non esistevano le sofisticate tecniche di indagine usate dalla polizia contemporanea. Probabilemente Van Dyne avrebbe trovato troppo facile identificare un assassino basandosi sulle tracce di DNA rinvenute su un mozzicone di sigaretta. Van Dyne concepiva il romanzo giallo come un divertissment, un gioco di scatole cinesi. Una visione indubbiamente superata. Il romanzo giallo così come lo concepiva il nostro secondo me oggi è quasi improponibile. un autore che smonta genialmente i meccanismi del romanzo giallo tradizionale è Friedrick Durrenmatt che costruisce un romanzo intorno alla impossibilità di arrivare alla verità e alla giustizia basandosi sulle indagini poliziesche (La Promessa, requiem per il romanzo giallo, FD, Einaudi editore). 
postato da: antanz1967 alle ore 22:19 | link | commenti (1)
categorie: van dyne

Romanzo poliziesco

Un blogger ha letto il post precedente e mi ha scritto una mail per chiedermi come si scrive un romanzo poliziesco. Bella domanda. Intanto vale sempre la regola che bisogna iniziare a scrivere la storia partendo dal finale, conoscendo già il nome dell'assassino, il movente etc. In questo modo sarà facile costruire il romanzo o il racconto intorno al plot centrale. Spulciando su internet ho trovato le 20 regole per scrivere un romanzo poliziesco scritte da Van Dyne, un famoso giallista del passato. Le riporto qui copiate pari-pari da www.cameragialla.it dove troverete moltissime informazioni sul mondo del giallo, sono un po' lunghette e secondo me datate ma vale comunque la pena leggerle.

1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti.

2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore.

3. Non ci deve essere una storia d'amore troppo interessante. Lo scopo è di condurre un criminale davanti alla Giustizia, non due innamorati all'altare.

4. Né l'investigatore né alcun altro dei poliziotti ufficiali deve mai risultare colpevole. Questo non è buon gioco: è come offrire a qualcuno un soldone lucido per un marengo; èuna falsa testimonianza.

5. Il colpevole deve essere scoperto attraverso logiche deduzioni: non per caso, o coincidenza, o non motivata confessione. Risolvere un problema criminale a codesto modo è come spedire determinatamente il lettore sopra una falsa traccia, per dirgli poi che tenevate nascosto voi in una manica l'oggetto delle ricerche. Un autore che si comporti così è un semplice burlone di cattivo gusto.

6. In un romanzo poliziesco ci deve essere un poliziotto, e un poliziotto non è tale se non indaga e deduce. Il suo compito è quello di riunire gli indizi che possono condurre alla cattura di chi è colpevole del misfatto commesso nel capitolo I. Se il poliziotto non raggiunge il suo scopo attraverso un simile lavorìo non ha risolto veramente il problema, come non lo ha risolto lo scolaro che va a copiare nel testo di matematica il risultato finale del problema.

7. Ci deve essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Nessun delitto minore dell'assassinio è sufficiente. Trecento pagine sono troppe per una colpa minore. Il dispendio di energie del lettore dev'essere remunerato!

8. Il problema del delitto deve essere risolto con metodi strettamente naturalistici. Apprendere la verità per mezzo di scritture medianiche, sedute spiritiche, la lettura del pensiero, suggestione e magie, è assolutamente proibito. Un lettore può gareggiare con un poliziotto che ricorre a metodi razionali: se deve competere anche con il mondo degli spiriti e con la metafisica, è battuto "ab initio".

9. Ci deve essere nel romanzo un poliziotto, un solo "deduttore", un solo "deus ex machina". Mettere in scena tre, quattro, o addirittura una banda di segugi per risolvere il problema significa non soltanto disperdere l'interesse, spezzare il filo della logica, ma anche attribuirsi un antipatico vantaggio sul lettore. Se c'è più di un poliziotto il lettore non sa più con chi stia gareggiando: sarebbe come farlo partecipare da solo a una corsa contro una staffetta.

10. Il colpevole deve essere una persona che ha avuto una parte più o meno importante nella storia, una persona, cioè, che sia divenuta familiare al lettore, e lo abbia interessato.

11. I servitori non devono essere, in genere, scelti come colpevoli: si prestano a soluzioni troppo facili. Il colpevole deve essere decisamente una persona di fiducia, uno di cui non si dovrebbe mai sospettare.

12. Ci deve essere un colpevole e uno soltanto, qualunque sia il numero dei delitti commessi. Il colpevole può aver naturalmente qualche complice o aiutante minore: ma l'intera responsabilità e l'intera indignazione del lettore devono gravare sopra un unico capro espiatorio.

13. Società segrete associazioni a delinquere "et similia" non trovano posto in un vero romanzo poliziesco. Un delitto interessante è irrimediabilmente sciupato da una colpa collegiale. Certo anche al colpevole deve essere concessa una "chance": ma accordargli addirittura una società segreta è troppo. Nessun delinquente di classe accetterebbe.

14. I metodi del delinquente e i sistemi di indagine devono essere razionali e scientifici. Vanno cioè senz'altro escluse la pseudo-scienza e le astuzie puramente fantastiche, alla maniera di Giulio Verne. Quando un autore ricorre a simili metodi può considerarsi evaso, dai limiti del romanzo poliziesco, negli incontrollati domini del romanzo d'avventure.

15. La soluzione del problema deve essere sempre evidente, ammesso che vi sia un lettore sufficientemente astuto per vederla subito. Se il lettore, dopo aver raggiunto il capitolo finale e la spiegazione, ripercorre il libro a ritroso, deve constatare che in un certo senso la soluzione stava davanti ai suoi occhi fin dall'inizio, che tutti gli indizi designavano il colpevole e che, s'egli fosse stato acuto come il poliziotto, avrebbe potuto risolvere il mistero da sé, senza leggere il libro sino alla fine. Il che - inutile dirlo - capita spesso al lettore ricco d'istruzione.

16. Un romanzo poliziesco non deve contenere descrizioni troppo diffuse, pezzi di bravura letteraria, analisi psicologiche troppo insistenti, presentazioni di "atmosfera": tutte cose che non hanno vitale importanza in un romanzo di indagine poliziesca. Esse rallentano l'azione, distraggono dallo scopo principale che è: porre un problema, analizzarlo, condurlo a una conclusione positiva. Si capisce che ci deve essere quel tanto di descrizione e di studio di carattere che è necessario per dar verosimiglianza alla narrazione.

17. Un delinquente di professione non deve mai essere preso come colpevole in un romanzo poliziesco. I delitti dei banditi riguardano la polizia, non gli scrittori e i brillanti investigatori dilettanti. Un delitto veramente affascinante non può essere commesso che da un personaggio molto pio, o da una zitellona nota per le sue opere di beneficenza.

18. Il delitto, in un romanzo poliziesco, non deve mai essere avvenuto per accidente: né deve scoprirsi che si tratta di suicidio. Terminare una odissea di indagini con una soluzione così irrisoria significa truffare bellamente il fiducioso e gentile lettore.

19. I delitti nei romanzi polizieschi devono essere provocati da motivi puramente personali. Congiure internazionali ecc. appartengono a un altro genere narrativo. Una storia poliziesca deve riflettere le esperienze quotidiane del lettore, costituisce una valvola di sicurezza delle sue stesse emozioni.

20. Ed ecco infine, per concludere degnamente questo "credo", una serie di espedienti che nessuno scrittore poliziesco che si rispetti vorrà più impiegare; perché già troppo usati e ormai familiari a ogni amatore di libri polizieschi. Valersene ancora è come confessare inettitudine e mancanza di originalità:

a) scoprire il colpevole grazie al confronto di un mozzicone di sigaretta lasciata sul luogo del delitto con le sigarette fumate da uno dei sospettati;
b) il trucco della seduta spiritica contraffatta che atterrisca il colpevole e lo induce a tradirsi;
c) impronte digitali falsificate;
d) alibi creato grazie a un fantoccio;
e) cane che non abbaia e quindi rivela il fatto che il colpevole è uno della famiglia;
f) il colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente;
g) siringhe ipodermiche e bevande soporifere;
h) delitto commesso in una stanza chiusa, dopo che la polizia vi ha già fatto il suo ingresso;
i) associazioni di parole che rivelano la colpa;
l) alfabeti convenzionali che il poliziotto decifra.

postato da: antanz1967 alle ore 21:59 | link | commenti (2)
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Il questionario di Proust di Gourd

La cosa che mi piace di più di me stesso/a:
Un consistente bagaglio di pregiudizi
La cosa che più detesto di me stesso/a:
La lentezza
Quello che mi fa piacere un uomo:
l'assenza di pudori
Quello che mi fa piacere una donna:
l'assenza di pudori
Cosa ci vuole per diventarmi amico:
eloquio e una taglia di piede superiore alla 24
La volta che sono stato/a più felice:
Quando ho tenuto in braccio mio figlio per la prima volta
La volta che sono stato/a più infelice:
Quando ho perso mio padre
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica?
Paco De Lucia
 
Cosa sognavo di fare da grande?
Il giocatore professionista di cricket
L'errore che non rifarei:
Dare le mie generalità
La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a:
Antonella Anzalone… e non solo
La persona che invidio di più:
Sono due, e sono tutt'e due carissimi amici d'infanzia
La persona che ammiro di più:
T. A. Edison
La persona che ringrazio Dio di non essere:
Troppo presto per fare un bilancio
Tre libri da portare sull'isola deserta:
"The Just So Stories" Rudyard Kipling, "The Flashman Papers" George MacDonald Fraser, "Suttree" Cormac McCarthy
Il libro che dovrebbe avere un seguito:
"1984" George Orwell
Il rosso o il nero?
Nero
Il capriccio che non mi sono mai tolto/a:
Suzuki GSXR-750…
L'ultima volta che ho perso la calma:
Basta poco… non amo il contraddittorio
Chi vorrei fosse il mio angelo custode?
Un ignoto con buone intenzioni
La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a:
Se fossi la reincarnazione di un bersagliere direi "quella volta, a Porta Pia…"
La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a:
Berlusconi presidente del consiglio lo diamo per scontato, quindi: lo scandalo dei Tango Bonds
Cosa farei per sostenere ciò in cui credo?
Mi guarderei bene dal ricercare il consenso a tutti i costi
Come vorrei morire?
Senza soluzione di continuità
 
 
postato da: antanz1967 alle ore 17:38 | link | commenti (1)
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sabato, 03 febbraio 2007

Un nuovo link

Ho aggiunto un nuovo link al blog. E' il diario di Jenkel e Roxane scritto da Marco Mushroom. Jenkel e Roxane sono una strega e uno stregone nel più puro stile del racconto fantasy. Seguire le loro avventure sarà sicuramente interessante per gli amanti del genere. Non anticipo nulla... buona lettura
postato da: antanz1967 alle ore 18:49 | link | commenti (1)
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